DispyDiSera

Nasco a Genova e cresco a Varazze dove da piccolo andavo a danza classica. Abbandonata la carriera, vista la grazia da elefante, mi laureo in Comunicazione ed emigro a Milano: qui giro per radio e uffici stampa, con una sosta a Roma per diventare critico giornalista. 100_0619Mi occupo
di teatro, la passione di sempre, a volte di cinema e tv, scrivo per alcuni giornali di cultura e spettacolo.
Saprei presentare perfettamente bene il Festival di Sanremo e penso che il viola sia un gran bel colore.

DispyDiSera raccoglie, di sera, persone e personaggi interessanti che rispondono, di sera, alle mie domande. Tra citazioni, ricordi, fotografie, applausi, birre e scarpe nuove.

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THE NEW CINEMA EVENT parte 3

                                      



Cinema Ariosto

Via Lodovico Ariosto 16 Milano

domenica 13 maggio 2012, ore 18-21

ingresso libero

 

Milano Film Festival, insieme a Dispari & Dispari Production, School of Media Design/MA Film & New Media art e NABA, presentano “The New Cinema Event” part# 3, un evento di Alterazioni Video a cura di Davide Giannella, in programma presso il Cinema Ariosto di Milano domenica 13 maggio alle 18.

 

La serata costituisce il terzo episodio di The New Cinema Event, una cine-performance basata sulla selezione di alcuni lavori inediti, video footage, musiche live e intrattenimento del pubblico presente. L’idea di fondo è quella di riportare il cinema alle sue origini, offrendo al pubblico un’esperienza interattiva e partecipativa, superando la passività e la staticità che contraddistinguono la classica fruizione nelle sale cinematografiche.

 

I film proiettati sono tutti inediti e fanno parte dei cosiddetti “turbo movie”, una pratica di produzione cinematografica dal basso e dallo sviluppo totalmente orizzontale, una sceneggiatura aperta in continuo divenire, declinabile su più piattaforme e fondata sull’economia di scambio di risorse con le figure che partecipano al film:

- “Hotel Milano” (ANTEPRIMA MONDIALE): il tema è quello del desiderio e della trasformazione; le riprese sono in corso proprio in questi giorni a Milano e prevedono la partecipazione di personaggi noti del sistema artistico e culturale della città

- “Blind Barber” (anteprima italiana): un thriller sul mondo dell’arte, presentato a Performa 11

- “2012” (anteprima italiana): realizzato a Parigi presso la Fondazione Kadist, ha come tema le attuali elezioni presidenziali in Francia

 

Programma: Intro Youtube selection (selezione speciale dalla rete che sostituisce la pubblicità), Blind Barber, 2012, Ghost Track (un inedito fantasma), Hotel Milano (proiezione e live act), Dj Cinematic Set

 

I lavori dei quattro artisti del collettivo Alterazioni Video, già presentati al Milano Film Festival oltre che in prestigiose esposizioni d’arte come la Biennale di Venezia e MOMA PS1, si inseriscono all’ambito del cosiddetto Art Cinema, fenomeno sempre più diffuso che vede molti artisti contemporanei abbracciare il linguaggio cinematografico intrattenitivo e narrativo, una realtà che coinvolge, tra gli altri, riconosciuti artisti come Steve McQueen, Yuri Ancarani, Natalien Mellors, Armin Linke, Marinella Senatore o i fratelli De Serio.

Si tratta di vere e proprie produzioni cinematografiche di breve, media o lunga durata a discrezione degli autori e in base ai budget disponibili.

Basato sulla logica della mutazione e dell’incessante progettualità, il lavoro di Alterazioni Video non è mai davvero finito e resta passibile di costanti e infinite trasformazioni a seconda del contesto o della piattaforma alla quale deve essere adattato.

 

www.alterazionivideo.com; alterazionivideo@gmail.com; davide.giannella@gmail.com

 

www.milanofilmfestival.it; info@milanofilmfestival.it; tel. 02.713613

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Uovo Performing Arts Festival

Milano,  21_25 marzo 2012

decima edizione

 

Teatro Franco Parenti, Triennale di Milano, Fabbrica del Vapore

 

 

Dieci anni di Uovo. Dieci anni che hanno posizionato la perfoming art al centro della scena ridefinendo l’idea stessa di festival. Dieci anni nei quali Uovo ha saputo rinnovarsi costantemente, mescolando linguaggi e formati, affrontando il rischio per declinarsi in direzioni sempre differenti e dar vita a progetti “paralleli” in grado di rinforzarne la vocazione indisciplinata: SuperUovo, Uovokids, Uovo Music, Uovo à la coque, UovoTv.

 

Il formato di questa edizione 2012 di Uovo performing arts festival, realizzata con il sostegno del Comune di Milano, vedrà protagoniste alcune della presenze più significative della propria storia, artisti che hanno contribuito a costruire la fisionomia del festival in questi dieci anni e realtà che ne hanno sposato la filosofia indisciplinare, caratteristica del suo approccio trasversale alle arti.

 

Non una edizione celebrativa rivolta al passato ma uno sguardo curioso al futuro grazie  anche alla presenza di una giovane generazione di artisti che Uovo ha sostenuto fin dal loro esordio: Plumes dans la tête, Dewey Dell, pathosformel. Un’edizione particolarmente attenta alla scena italiana a conferma delle sua peculiarità e vivacità anche in ambito europeo.

 

La decima edizione di Uovo sarà caratterizzata innanzitutto dalla presenza di un’opera di William Forsythe,tra i più importanti coreografi al mondo, capace di mescolare in modo straordinario i linguaggi della danza, dell’arte e della tecnologia, vincitore tra l’altro nel 2010 del “Leone d’Oro” alla carriera alla Biennale di Venezia.

Forsythe, a quasi dieci anni dall’ultima apparizione in Italia con una propria compagnia, presenterànegli spazi della Triennale di Milano una videoinstallazione inedita per il nostro Paese: su quattro schermi di grandi dimensioni verranno proiettati tre differenti video presentati nelle più prestigiose manifestazioni internazionali: Solo, Antipodes I / II, Suspense.

 

Socìetas Raffaello Sanzio / Romeo Castellucci, la compagnia italiana della ricerca più conosciuta ed apprezzata, costante presenza del festival, sarà invece a Uovo con una doppia partecipazione: con la performance Storia contemporanea dell’Africa. Vol. III, che vede in scena lo stesso Romeo Castellucci insieme ai suoi sei figli, e con una mostra fotografica curata dall’artista Luca Del Pia sui lavori storici della Socìetas, da Amleto. La veemente esteriorità della morte di un mollusco del 1992, al pluripremiato Genesi. From the Museum of Sleep del 1999.

 

Virgilio Sieni, danzatore e coreografo apprezzato nel mondo, presenterà Nei Volti, poetico lavoro che lo vede nuovamente impegnato in un assolo dopo lo storico e celebrato Solo Goldberg.

 

Jérôme Bel è uno degli artisti più importanti nella storia del festival. Il provocatorio coreografo transalpino, tra i nomi più prestigiosi della scena internazionale, sarà presente con il video Véronique Doisneau,nato dall’incontro con un mondo distante e per molti versi differente dal suo, quello del Balletto dell’Opéra National de Paris, culla della danza classica. 

 

Nomi storici e presenze prestigiose dunque, ma anche la nuova scena performativa italiana.

 

Come Plumes dans la tête di Silvia Costa, sostenuta e prodotta da Uovo negli ultimi anni, con la prima italiana del suo ultimo lavoro Stato di Grazia, e Dewey Dell – tra le nuove realtà più acclamate della scena - che presenteranno in esclusiva a Uovo Tuono, lavoro ad hoc prodotto dalla compagnia guidata da Teodora Castellucci per i dieci anni del festival.

 

L’edizione 2012 di Uovo confermerà la sua attenzione per le architetture degli spazi, chiedendo ad un’altra giovane compagnia, cresciuta negli ultimi anni anche in seno al festival, un progetto di curatela ad hoc: pathosformel “abiterà” una delle sale del Teatro Franco Parenti, costruendo un vero e proprio progetto curatoriale autonomo “interno” al festival che prevede momenti performativi, installazioni, creazione di “ambienti”. All’interno di questo progetto la compagnia, Premio Ubu nel 2008, presenterà al pubblico anche il suo ultimo suggestivo Alcune primavere cadono d’inverno, realizzato insieme ai port-royal – gruppo “di culto” dell’elettronica del nostro Paese, seguitissimo in tutta Europa – autori e per l’occasione anche esecutori dal vivo delle musiche dello spettacolo.

 

Non mancheranno neanche quest’anno le novità internazionali: un altro elemento che ha contraddistinto Uovo è stato il gusto per l’esplorazione e la curiosità della scoperta, la vocazione di scouting che lo ha portato negli anni a far conoscere in Italia artisti oggi tra i più noti protagonisti dello spettacolo internazionale.

In prima italiana, Forecasting di Giuseppe Chico e Barbara Matijević – coprodotto da Uovo e Kaaitheater e reduce dal Festival di Avignone dello scorso anno – sarà invece la conferma della forza espressiva spiazzante di una coppia di artisti, ormai ospiti fissi dei maggiori palcoscenici europei.

 

Tra i partner di questa decima edizione Club To Club, altra realtà che da tempo collabora con Uovo e chenello specifico contribuirà alla realizzazione di uno degli appuntamenti di Uovo Music, il recente progetto sulla musica indipendente internazionale, autonomo ma interconnesso con il festival.

Insieme alla creatura di Sergio Ricciardone ed Xplosiva, Uovo proporrà Viva Uovo + Club to Club!, una serata esclusiva per celebrare degnamente il giro di boa con alcuni tra gli artisti più intriganti della scena elettronica contemporanea: Spencer, fondatore ed emissario del mix unico tra UK funky e dubstep che caratterizza Numbers, originale progetto musicale ‘made in Scotland’ (brand d’esportazione, collettivo di artisti e, dal 2010, etichetta discografica, che negli anni si è imposta firmando eventi esclusivi nel club londinese Fabric e prestando la sua scuderia ai principali festival internazionali); il tenebroso e controverso Actress, recentemente impegnato con il progetto africano di Damon Albarn e i remix per i Radiohead, che presenta in esclusiva il suo nuovo album R.I.P; infine il live set di ‘O’ (leggi ‘One Circle’), progetto firmato da tre tra i più promettenti produttori italiani del settore (Vaghe Stelle, Stargate, A:RA).

 

La decima edizione presenterà infine un ampio e importante progetto video Memories, proiezione di alcune delle più suggestive performance delle nove edizioni di Uovo. Un progetto sulla memoria del contemporaneo (ma anche sulla scoperta) per offrire l’opportunità anche ad un pubblico più giovane di confrontarsi con la storia del festival e con il lavoro di alcuni dei più interessanti artisti della scena contemporanea.

 


Tutti gli avvenimenti di questa decima edizione di Uovo performing arts festival saranno come sempre documentati in tempo reale con materiali video e fotografici su uovotv.com

  

mail press@uovoproject.it

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Samuele Visentin by Predrag Pajdic & Petra Reimann
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Strade selvagge - Les journées du cinéma québécois en Italie

     

14-17 marzo 2012

Institut français Milano

C.so Magenta 63, Milano


Sono strade selvagge. Sono racconti on the road. In un momento storico di cambiamento e di grande agitazione popolare, sono storie che riflettono speranze collettive e desideri di un Québec in continuo movimento, come il suo cinema. Racconti di viaggio dentro e fuori di sè, dove muoversi non è solo fuga dalla realtà ma piuttosto un modo per ritrovare il ritmo e recuperare la relazione con l’altro.

 

La rassegna si apre con l’anteprima italiana di Roméo Onze, regia di Ivan Grbovic (mercoledì 14 marzo ore 20:00), presentato al Festival Internazionale di Karlovy Vary 2011, ritratto di Rami, giovane libanese di Montréal, destinato a vincere il suo limite fisico, travolto dalla forza rivoluzionaria dell’amore. Il film inaugura una finestra tematica del nuovo cinema quebecchese sulla cultura araba, rappresentata nel programma della rassegna anche dal cortometraggio marocchino Mokhtar e, soprattutto, dal bellissimo documentario ambientato al Cairo La nuit, elles dansent.

 

2 Frogs dans l’Ouest di Dany Papineau (giovedì 15 marzo ore 20:00) è il diario iniziatico di Marie, che ha la vita davanti a sè e tutta la voglia di avventura dei suoi giovani vent’anni. Scontenta di prospettive prevedibili, lascia la famiglia e parte verso gli scenari spettacolari delle montagne di Whistler, dove amici, amori, delusioni e l’ebbrezza della libertà diventano un appassionante ritratto generazionale.

 

Jo pour Jonathan di Maxime Giroux (venerdì 16 marzo ore 20:00), presentato al Festival del Cinema di Locarno 2010, narra il rapporto fra l’adolescente Jo e suo fratello maggiore Thomas, incantati dal rischio e dal fascino dell’alta velocità, che una sera decidono di prendere parte a una pericolosa corsa clandestina di automobili.

 

Route 132 di Louis Bélanger (sabato 17 marzo ore 15:30) è l’appassionante viaggio di Gilles e Bob, amici di infanzia, in fuga sulla Route 132 per dimenticare una difficile perdita e una quotidianità modesta. Ma gli incontri imprevisti nel Québec rurale, tra fiere di paese, personaggi bizzarri e malriusciti tentativi di rapine, li conducono a ritrovare il senso di sè e di antichi legami famigliari.

 

Infine, il film documentario La nuit, elles dansent dei registi quebecchesi Isabelle Lavigne e Stéphane Thibault (sabato 17 marzo ore 17:30, ingresso libero), presentato al 64. Festival del Cinema di Cannes, narra la storia di una famiglia egiziana che si tramanda da generazioni l’antica arte della danza del ventre. Microcosmo di vita notturna dove le movenze provocanti e teatrali del corpo delle donne le isola da una vita sociale normale, in un ambiente povero e caotico dove però esse non rinunciano a sognare e a combattere contro uomini assenti per costruirsi un futuro migliore.

 

La selezione delle migliori voci del cinema made in Québec si conclude con i cortometraggi SurveillantMokhtarNaissancesLa traversée,Le projet Sapporo, e il pluripremiato Qu da hai de lu shang, documentario sperimentale di Tao Gu, che descrive la fragilità umana e il sentimento di privazione derivato dal disastroso terremoto avvenuto in Cina nel 2008.

Il Programma

 

mercoledì 14 marzo

20:00

SURVEILLANT di Yan Giroux

cortometraggio / 17’ / 2011 

É una tranquilla giornata d’estate al Parco Dufresne. I ragazzi del quartiere osservano il tempo consumarsi finchè un nuovo sorvegliante irrompe per la sua prima giornata di lavoro.

 

a seguire

ROMÉO ONZE di Ivan Grbovic

91’ / 2011 / v.o. francese sott. it.

Ritratto di Rami, giovane libanese che intraprende una relazione virtuale, frenato da paura e senso di umiliazione. Storia di identità fluide e rifuti di sè, cadute e nuovi inizi, attraverso la tenacia della solitudine e la forza trascinante dell’amore.

Menzione Speciale al Festival del Film di Karlovy Vary 2011.

 

giovedì 15 marzo

20:00

MOKHTAR di Halima Ouardiri

cortometraggio / 16’ / 2010 

Mokhtar, giovane pastore di capre, trova un piccolo gufo ai piedi di un albero. In quelle terre, il gufo è segno di cattivo presagio.

 

a seguire

2 FROGS DANS L’OUEST di Dany Papineau

100’ / 2010 / v.o. francese sott. it.

Diario di bordo di Marie, che ha la vita davanti a sè e tutta la voglia di avventura dei suoi giovani vent’anni. Lascia la famiglia e parte per Whistler, dove amici, amori, delusioni e l’ebbrezza della libertà diventano viaggio iniziatico e appassionante ritratto generazionale.

 

venerdì 16 marzo

20:00

NAISSANCES di Anne Émond

cortometraggio / 17’ / 2009 

Camille e Pierre si incontrano sulla strada. Fra silenzio e imbarazzo, tra i due nasce una complicità piena di speranza, che li induce a mentire l’uno all’altra. Arrivati a destinazione, non possono che piegarsi davanti al muro di menzogne che li separa.

 

a seguire

JO POUR JONATHAN di Maxime Giroux

81’ / 2010 / v.o. francese sott. it.

Jo e suo fratello maggiore Thomas, incantati dal rischio e dal fascino dell’alta velocità, una sera decidono di prendere parte a una corsa clandestina di automobili. Ma qualcosa va storto e i due non arriveranno mai al traguardo…

 


sabato 17 marzo

15:30

LA TRAVERSÉE di Elise Simard

cortometraggio / 4’ / 2010 

Inspirato alle angosce che di tanto in tanto si manifestano la notte e si dissolvono regolarmente nel primo mattino, traversata di una foresta in barca su una musica di Debussy.

 

a seguire

ROUTE 132 di Louis Bélanger

113’ / 2010 / v.o. francese sott. it.

Gilles e Bob, amici di infanzia, in viaggio sulla Route 132 lungo il fiume e il filo dei ricordi. Tra incontri imprevisti, fiere di paese, personaggi bizzarri e vecchie foto di famiglia, la loro fuga in una campagna rarefatta li conduce a una (probabile) redenzione.

 

17:30

LE PROJET SAPPORO di Marie-Josée Saint-Pierre

cortometraggio / 4’45’’ / 2010 

Finestra inedita sul mondo della calligrafia, ode poetica al lavoro del calligrafo giapponese Gazanbou Higuchi e sguardo su un artista in piena creazione.

 

a seguire

LA NUIT, ELLES DANSENT di Isabelle Lavigne e Stéphane Thibault

documentario / 85’ / 2010 

INGRESSO LIBERO

In collaborazione con FILMMAKER

Diario di bordo di Marie, che ha la vita davanti a sè e tutta la voglia di avventura dei suoi giovani vent’anni. Lascia la famiglia e parte per Whistler, dove amici, amori, delusioni e l’ebbrezza della libertà diventano viaggio iniziatico e appassionante ritratto generazionale.

 

a seguire

QU DA HAI DE LU SHANG di Tao Gu

cortometraggio / 20’ / 2010

Il 12 maggio 2008 ebbe luogo nella città natale della regista il più importante terremoto nella storia della Cina. Un documentario sperimentale e pluripremiato per raccontare la fragilità umana e il sentimento di privazione connesso a tale disastro.


foto: Jo pour Jonathan di Maxime Giroux

ufficio stampa: Francesca Gerosa

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Giulia, Milano, Barcelona

       

Scenografa, costumista, modellista e sarta. I mille riccioli di Giulia arrivano a Barcelona assieme a lei nel 2007, per non tornare più. Lei dice di essere il caos e di questo caos ne fa una professione.



Siamo a Montjuic, quartiere pittoresco (come la vista da qui) della città, a pochi passi dallo stadio olimpico. Squilla il telefono, un regista le ordina dei costumi ottocenteshi. Dobbiamo svegliarci, bisogna lavorare. Che fare? Girovagare per la sua Barcelona in cerca di stoffe, modelli da copiare, ispirazione. Todo el dia.
Siamo stati in giro con lei, tra atelier, negozi, mercatini vintage, negozi dell’usato. C’è uno spettacolo da realizzare e tutti sembrano volerlo realizzare con lei. Tra la Ciuttadella, El Gotico, Gracia, El Raval, in tutti i barrios chiunque si fa in quattro (non mi ci vedo nella stessa situazione tra i negozi di Vittorio Emanuele o Porta Venezia a Milano) per debuttare al meglio, con scenografie e costumi perfetti. Sarte che danno consigli, commesse che restano affascinate, esperti di ago e filo, ognuno dice la sua.
Ecco cosa ci siamo detti noi. 


Perché proprio Barcelona?
E’ stata una delle tante città in cui sono andata in vacanza ma l’unica di cui ho pensato: voglio vivere quiE siccome le altre mete erano tutte dall’altra parte dell’oceano, ho pensato che Barcellona valeva la pena provarla. Mi sono sentita subito a casa e con l’ Erasmus è stato possibile fare tutto rapidamente.


Cosa ti fa felice qui?   
La gente, la decadente bellezza e il clima


La fuga dall’Italia, la consigli? A chi?
A tutti coloro che se la sentono stretta. Si è sempre in tempo a tornare.


Barcellona sarebbe perfetta se avesse… cosa dell’Italia?
Ovviamente il cibo. Stiamo colonizzando parecchio quindi è sempre più facile trovare prodotti italiani, ma la varietà ed i prezzi sono incomparabili.


Il tuo lavoro, nel tuo Paese d’origine,  purtroppo è quasi più considerato un hobby. Da queste parti invece si riesce a campare di arte?
Purtroppo il mio lavoro è faticoso portarlo avanti anche in Spagna, la crisi si fa sentire ovunque e nel mondo del teatro figuriamoci. Però qui ho trovato gente che crede in me, che con me rischia, se cade si rialza.

Preferisco guadagnare poco e non essere del tutto stabile ma essere felice ed appagata dal mio lavoro.


Quando torni a Milano, di cosa hai più añoranza (nostalgia)?
Della mia casetta in Montjuic. A Milano so di essere a casa ma non posso evitare di sentirmi un’ospite.


Cos’ha l’Italia che la Spagna non ha?
Non sento questa grande distanza, siamo realmenete vicinissimi, simili in molte più cose di quelle che ti immagini, ma diciamo che il lifestyle a Barcellona è molto più in linea con il mio carattere e atteggiamento col mondo.
L’Italia però… 
 Non vorrei ripetermi ma il cibo in italia è nettamente migliore. 


Cosa di Barcelona da noi sembrerebbe proprio alieno?
La facilità nell’instaurare relazioni, la leggerezza, l’apertura mentale verso qualsiasi diversità, data dal mix di culture che la popolano. La vita di piazza, insomma.

     

      

     

Intervista di Andrea Dispenza - Dispydisera
Foto: Giulia, costumista e scenografa
Grazie a Giulia, semplicemente, per tutto il resto oltre al gioco divertentissimo di questa intervista 

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Lara, Torino, Barcelona

      

Dice di se stessa: ‘sono una tuttofare e perditempo’. Lara, classe 1983, piemontese (Ivrea). Italiana, quindi, sì, ma che in Spagna ha trovato l’America.

Grafica di professione, era il 25 settembre 2007 quando si lascia l’Italia alle spalle - dove ha tatuata una farfalla gigante (che adesso però è una mariposa) e si trova davanti Barcelona. Come hanno fatto in tanti, tantissimi.



I had this perfect dream
-Un sueño me envolvió
This dream was me and you
-Tal vez estás aquí
I want all the world to see
-Un instinto me guiaba
A miracle sensation
My guide and inspiration
Now my dream is slowly coming true
Barcelona… 


Già. Barcelona, abres tus puertas al mundo, continua Freddy Mercury, ed è così. Tanto da volerci fare una vita. Ma capiterà mai la voglia di tornare? Cos’è che ci vorrebbe ancora per sentirsi più a casa di così?


Lara, perché hai scelto proprio Barcelona?
Profumo di casa. La prima volta che ci ho messo piede, ho saputo all’istante che ci sarei potuta vivere, che me la volevo vivere.


Cosa ti fa felice lì?   
Il non dover essere felice per forza


La fuga dall’Italia, la consigli? A chi?
Beh, l
a considero una necessità vitale e universale


Barcellona sarebbe perfetta se avesse… cosa dell’Italia?
La più banale e scontata delle risposte: il cibo. Ma è innegabile. Mangia sano vivi meglio ti suona?


Torniamo indietro nel tempo. Torneresti in Spagna? Alla stessa età di quando ti sei trasferita?
Per me ogni scelta ha una data di nascita e una di morte. Le esperienze sono vincolate alla comparsa e alla longevità delle decisioni. Non si può far altro che seguire il proprio tempo interiore. O più semplicemente come diceva la nonna: “Aver pazienza. Ogni cosa a suo tempo”.


Quando torni a Ivrea, di cosa hai più añoranza (nostalgia)?
Dell’unico rumore che considero piacevole e che mi consente dormire profondamente: quello dell’acqua. Soffro d’insonnia ma stranamente il fiume non mi sveglia mai, e si porta via tutto.


Cos’ha l’Italia che la Spagna non ha?
Salvo un paio di mitomani che circolano ancora vivi e illesi e che cercano di boicottarlo, l’Italia ha un senso di unità di cui la Spagna è totalmente sprovvista.


Cosa di Barcellona, qua in Italia, sembrerebbe proprio alieno?
L’empatia fra le persone, la facilità di strappare un sorriso ad uno sconosciuto, la fratellanza per strada, il mix di culture, la libertà d’espressione, la buena onda.

Intervista di Andrea Dispenza - DispyDiSera

Foto: Lara, italiana a Barcellona, sua gentile concessione,
        Barcellona, repertorio Andrea Dispenza

Grazie a Lara per la sua disponibilità e complimenti per il suo estro paurosamente creativo.


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Il Grande Corruttore

Un magistrato, nella sua opera d’esordio, racconta l’ambigua macchinosità del sistema, denunciandone il degrado etico e il crollo morale delle istituzioni.

Giuseppe Pititto sceglie il thriller politico per coinvolgere il lettore dall’inizio alla fine. Il Grande Corruttore, edito da Fazi Editore e nelle librerie italiane dal 18 novembre, è un romanzo che affronta la complessa questione della corruzione nel nostro Paese.

                                     

Federica Oliveri, giornalista in missione nello Yemen, è sul punto di scoprire una verità sconvolgente: il ministro dell’Interno Ugo Miraglia, in corsa per l’elezione a capo dello Stato, è direttamente coinvolto in un traffico d’armi internazionale. In realtà, la giovane inviata non possiede alcuna prova, ma la macchina del potere che fa capo a Miraglia non può correre rischi. Quando Federica viene barbaramente assassinata, il procuratore capo della Repubblica di Roma si presta a far risultare l’omicidio un tragico incidente, finché l’inchiesta non finisce per puro caso nelle mani del giovane PM Davide Nucci. Mentre la corsa al Quirinale giunge alle battute decisive, Davide Nucci si ritroverà comunque sempre più debole e isolato. Intorno a lui infatti, nelle stanze della politica e della magistratura, come nelle redazioni dei giornali, tutti si schierano in silenzio, partecipando a una colossale recita in cui ogni ruolo, ogni battuta, risponde a una regia spietata.



Giuseppe Pititto è un magistrato che ha indagato su alcuni dei casi più oscuri e complessi che hanno segnato la storia recente del nostro Paese. “Il grande corruttore” non è solo un thriller politico costruito su un efficace apparato di tensione ma anche un’avvincente cronaca dall’interno del Sistema che, se da un lato ci restituisce una realtà drammaticamente riconoscibile, dall’altro ci fa incontrare, attraverso i meccanismi propri della fiction, individui pronti al sacrificio e capaci di infonderci speranza.



Pititto è stato titolare, come PM presso la Procura della Repubblica di Roma, di inchieste che hanno avuto vasta eco nazionale: dall’omicidio di Ilaria Alpi ai massacri delle Foibe, allo scandalo delle Cooperative Rosse.
Magistrato di Cassazione, presta attualmente servizio come giudice presso la Corte di Appello Penale di Roma.



Titolo: Il Grande Corruttore

Autore: Giuseppe Pititto

pagine: 320

Prezzo in libreria: € 16,50

Ufficio Stampa
Maria Antonietta Cazzola
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PENELOPE PLEASE: in tanti dicono di essere una Drag Queen, MA IO…

    

Il nome è lo stesso della Cruz, oppure della fedele moglie di Ulisse che di giorno lavorava la sua tela e poi di notte la disfaceva. Il suo cognome invece, significa ‘per favore’. Penelope Please è una signora Drag Queen, più volte incoronata Miss Drag Queen Liguria e vera maestra di seduzione: i suoi corsi vanno a ruba e la stampa le dedica intere prime pagine.  Nell’anno in cui festeggia le sue venti primavere di onorata – e truccatissima – carriera, Marco-Penelope ci confida-racconta cosa c’è dietro la parrucca. E sul palco, o tra i servizi fotografici, tra i set di film d’essai, al fianco di Samuel dei Subsonica, dentro l’armadio, o…

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Nessuno tocchi Raffaella

Raffa dei miracoli. Fenomenologia della Carrà in alcuni punti precisi

C’è chi lo definisce il mio miglior pezzo mai scritto. Sarà. È che dietro a  un fenomeno televisivo come Lei, obiettivamente, si nascondono profonde verità di fondamentale importanza sociale, che accomunano tutti, camionisti o shampiste che siano. Clicca su Nessuno tocchi Raffaella per il mio saggio sulla Carrà.